Sensi

Tutt'oggi gli squali sono descritti come predatori non selettivi, primitivi e con un piccolo cervello... NULLA PUO' ESSERE PIU' LONTANO DALLA VERITA'. In realtà gli squali possiedono almeno otto apparati sensoriali ben sviluppati, un grosso cervello e per questo non possono assolutamente essere annoverati come animali PRIMITIVI. 

VISTA: Gli occhi sono posizionati sui lati della testa il che conferisce agli squali un campo visivo pressoché totale. Il bulbo oculare è ellittico con una cornea centrale ed è protetto da una fibra bianca sclerotizzata (rigida). La quantità di luce che entra nell'occhio è regolata da un'iride ben sviluppata che si chiude/apre regolando l'apertura della pupilla. Una lente sferica posizionata dietro alla pupilla si muove per mettere a fuoco l'immagine sulla retina. Dei fotorecettori operano per fornire una vista a colori durante il giorno, mentre dei fotorecettori "rod" facilitano la vista in assenza di luce. Il "tapetum lucidum" è un altro adattamento che facilita la vista in ambienti bui.

OLFATTO: gli organi dell'olfatto sono posizionati in due sacche olfattive sotto il muso. Ogni sacca è rivestita da una membrana che convoglia l'acqua in un canale provvisto di lamelle sensoriali. L'acqua, che tiene in sospensione molecole e particelle, scorre in fossette tra le lamelle. Le molecole (come aminoacidi) stimolano le cellule recettive che liberano scariche nervose che raggiungono il cervello (che a sua volta elabora le informazioni). E' stato appurato che si può avere una risposta olfattiva anche con concentrazioni di 1 / 1.000.000.000 (ossia, uno squalo può avvertire la presenza di una singola molecola in un miliardo di molecole d'acqua).

GUSTO: questo sistema lavora come quello olfattivo ma i recettori (papille gustative) sono nella bocca e sono stimolate dal contatto diretto con l'oggetto (cibo), quindi come sistema di risposta è senz'altro meno attivo che quello olfattivo). Il suo scopo è quello di stabilire se il cibo che si sta mangiando è buono o no.

TATTO: il tatto è mediato da una rete di nervi che arriva fino alla superficie della pelle, le terminazioni nervose sono stimolate da ogni minima compressione agente sulla superficie dermale.


UDITO: è un apparato molto acuto il che spiega come mai gli squali siano attratti dai rumori (forse perché infastiditi). L'organo principale dell'udito è la "macula neglecta", un organo costituito da una coppia di sottili cellule filiformi posizionati vicino alla sommità del teschio. I rumori sottili, generati da un movimento di un pesce per esempio, vengono incanalati in tube cartilaginee e convogliati verso l'orecchio per stimolare la "macula neglecta".

EQUILIBRIO: il sistema vestibolare è un complesso di sottili organi membranosi che aiutano lo squalo a mantenere l'equilibrio, l'orientamento e il controllo dei movimenti. All'interno di ogni orecchio sono presenti tre canaletti semicircolari pieni di fluido; quando lo squalo, nuotando, cambia improvvisamente direzione, il canaletto che si trova sullo stesso piano di rotazione preme su una membrana che a sua volta invia impulsi nervosi al cervello. Una conglomerazione di granuli di calcio (octonia) conferisce all'animale la facoltà di avvertire il campo gravitazionale, dando la possibilità di capire in che direzione si sta muovendo.

LINEE LATERALI: Sono un importante strumento sensoriale che conferisce allo squalo la capacità di individuare movimenti d'acqua e vibrazioni prodotte da prede e/o potenziali predatori. E' costituito da cellule pilifere (neuromasti). Sulla superficie della pelle affiorano neuromasti superficiali che analizzano la velocità dell'acqua. Altri neuromasti posizionati in pori dermali sono sensibili a cambiamenti dei pressione e controllano l'accelerazione dell'acqua.

SISTEMA ELETTROSENSORIALE: E' il senso più misterioso e intrigante degli elasmobranchi. Il suo scopo è quello di individuare potenziali prede. Gli organi di questo senso sono le "Ampolle di Lorenzini": sono delle sacchette da cui si dipartono dei tubicini pieni di gel altamente elettro-conduttivo. Ogni lievissima scarica elettrica prodotta dalle membrane di un'eventuale preda viene percepita come una sorta di "aura" dallo squalo. Il campo elettrico minimo percepibile è di 5 nanovolts/cm. La forza del campo elettrico della preda logicamente diminuisce con la distanza e il suo raggio d'azione efficace al 100% è di circa 20 - 30 cm, poi inizia a decrescere.